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Metallarte sbarca in America

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L’America apre le porte a Metallarte, ma si potrebbe anche dire che l’America apre le porte di Metallarte. Non è un gioco di parole fine a sé stesso, perché la frase sintetizza un lavoro lungo e meticoloso che ha permesso all’azienda italiana di affacciarsi oltre oceano, dove un mercato importante potrebbe essere molto interessato alle porte firmate dal produttore italiano. Del resto, anni di esperienza sul mercato europeo hanno costruito solide fondamenta, un bagaglio tecnico-produttivo che diventa un ottimo trampolino di lancio per superare l’Atlantico e operare in un territorio dove la cultura dell’abitare on the road è ben stratificata. Ma che cosa può offrire una piccola azienda come Metallarte ai colossi americani del settore?

«È vero, siamo un’azienda di dimensioni medio-piccole – ci spiega Michele Checcucci, CEO di Metallarte – ma forse è proprio questo il nostro più grande pregio, ciò che riesce a differenziarci da altre realtà maggiori e ha permesso di emergere in un comparto già piuttosto affollato. Si può dire che la flessibilità produttiva e la reattività alle esigenze del cliente siano la caratteristica che viene più apprezzata dai costruttori di veicoli, con cui ci confrontiamo quotidianamente da anni. Siamo veloci, nel giro di pochissimi giorni possiamo fornire un progetto completo secondo le indicazioni del cliente, e in un mese o anche meno possiamo avere già il prodotto finito. Possiamo standardizzare la produzione, ma possiamo anche deviare senza problemi dai binari, per variare il prodotto, personalizzarlo, adattarlo a mutate esigenze. E proprio le porte di ingresso all’abitacolo possono trarre vantaggio da questa nostra dinamicità, anche su un mercato importante e impegnativo come quello nordamericano».

L’obiettivo di Metallarte è quello di fornire ai costruttori americani un prodotto sostanzialmente diverso da ciò a cui sono abituati, solo così potrà entrare in competizione con i produttori locali di componenti. L’arma del design non è secondaria, l’Italian Style è ancora vincente, ma ovviamente non si tratta solo di esportare porte che siano belle da vedersi, ci vuole dell’altro. Le porte di concezione europea hanno alcune caratteristiche interessanti, che possono essere considerate una novità per il cliente americano. Tanto per fare un esempio, pensiamo ai pannelli porta attrezzati con tasche e contenitori, ma anche con cestino per i rifiuti, addirittura diversi cestini per la raccolta differenziata.

«Credo che la personalizzazione del prodotto sia un’arma vincente – continua Michele Checcucci – una carta che possiamo e dobbiamo giocarci sul mercato statunitense. Noi siamo in grado di proporre al cliente delle varianti rispetto ad un modello standard, varianti che arrivano a creare un prodotto-porta totalmente diverso dal modello base. Il cliente, ad esempio, può scegliere il rivestimento interno della porta, sul lato abitacolo: abbiamo una nostra gamma di termoformati, ma è anche possibile progettare un rivestimento ad hoc, con uno stampo fatto apposta per uno specifico cliente, così che quella porta l’avrà solo lui e nessun altro».

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